Your browser doesn't support java or java is not enabled!
spazio.jpg (663 byte)

I fatti di Genova

LE STRAGI

LA STRATEGIA DELLA TENSIONE

L'ESTREMISMO DI DESTRA

IL '68

IL TERRORISMO

IL CASO MORO

IL DELITTO CALABRESI

IL DELITTO PECORELLI

I SERVIZI SEGRETI E GLADIO

IL PIANO SOLO

IL GOLPE BORGHESE

IL CASO MATTEI

IL CASO SINDONA

IL CASO CALVI

LA LOGGIA P2

LA MAFIA

IL BANDITO GIULIANO

Il caso Alpi-Hrovatin

USTICA

I segreti del Vaticano

I POLIZIOTTI DELLA "UNO BIANCA"

TANGENTOPOLI

LE STRAGI DEL 1993

LA QUESTIONE ALTOATESINA

ALTRI MISTERI

La banda della Magliana

linea.gif (56 byte)


Grandi opere, gli equivoci della modernizzazione

ponte di messina

IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

il Ponte dei record che non sarà mai costruito

Con una lunghezza complessiva di 3.666 metri il Ponte sullo stretto di Messina sarà il ponte più lungo del mondo, quasi il doppio dell’attuale ponte-record, l’Akashi Kaikyo giapponese.

Con una campata centrale (cioè sospesa nel vuoto) di 3.300 metri, il Ponte avrà una larghezza di 60,4 metri e torri di sostegno alte 382,60. Disporrà di sei corsie stradali e due binari e potrà far transitare (portata teorica) 6.000 veicoli l’ora e 200 treni al giorno.

Costerà (al valore del 2002) 4,6 miliardi di euro, ma già si sa che, tenendo conto solo dell’inflazione degli oneri finanziari, il Ponte sullo stretto non costerà meno di 6 miliardi di euro e sarà terminato nel 2012, con una vita utile, però, di appena 200 anni.

Questi, almeno sulla carta, i dati essenziali del Ponte dei record che se, uscendo dalle menti folli dei suoi progettisti, fosse costruito davvero sarebbe una delle più grandi tragedie economico-finanziarie nella storia dell’edilizia civile mondiale.

Eppure c’è chi, come il Governo Berlusconi, proprio sull’effetto propaganda del Ponte ha puntato buona parte della sua strategia mediatica ed elettorale nel 2005 e nel 2006. Per non parlare delle ricadute perverse, in termini economici e di etica economica, che la sola progettazione del Ponte ha già innescato.

Dietro la costruzione del Ponte, infatti, già si intravede l’obiettivo finale che, ignorando in modo palese il rapporto costi-benefici, mira soltanto ad innestare un enorme volano di spesa pubblica a tutto vantaggio di poche e ben selezionate imprese. Per non parlare degli interventi troppo prevedibili della criminalità organizzata, ‘Ndrangheta, ancor prima di Cosa nostra, in prima fila.

Perversa è infatti l’idea di ingegneria finanziaria che sta dietro alla costruzione del Ponte: concessionaria per lo studio, la progettazione, il finanziamento, la costruzione e la gestione del Ponte sullo Stretto di Messina è la Società Stretto di Messina Spa (oganismo di diritto pubblico), la quale sarà anche responsabile dell’intero processo di realizzazione e, successivamente, della gestione dell’opera. 

Come si può leggere nel sito di questa società (www.strettodimessina.it), per la realizzazione dell’opera verrà coinvolti un soggetto come il General Contractor, una figura già utilizzata per la prima volta per la costruzione della tratta dell’Alta Velocità Ferroviaria (TAV) Roma-Napoli addirittura all’inizio degli anni Novanta.

E’ al General Contractor che la società ha affidato, mediante gara internazionale, la progettazione definitiva, esecutiva e la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari. E’ dunque questo soggetto che realizza l’opera, assumendosene il rischio tecnico, ma non quello finanziario.

Il General contractor del Ponte è l’Associazione Temporanea di Imprese formata dalla capogruppo mandataria Impregilo Spa e da mandanti come la Sacyr S.A. (Spagna), la Società Italiana Per Condotte D’Acqua Spa, la Cooperativa Muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna (cooperativa rossa), la Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd.  (Giappone), la A.C.I. S.c.p.a - Consorzio Stabile. Incaricati della progettazione sono, invece, la Cowi A/S (Danimarca), la  Buckland & Taylor Ltd (Canada) e la  Sund & Baelt A/S (Danimarca).

Ma, dal momento che la società Stretto di Messina giura che il costo del Ponte sarà a costo zero per le casse dello Stato italiano, come verranno reperiti i fondi necessari?

Così risponde la stessa società: il 28 aprile del 2003, l’Assemblea degli azionisti della Società Stretto di Messina ha approvato un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro che serviranno a coprire il 40% del valore complessivo dell’opera, di cui una prima tranche è già stata messa in esecuzione. I restanti 3,5 miliardi saranno coperti attraverso finanziamenti di tipo project finance, contratti in più tranche, sul mercato nazionale ed internazionale dei capitali.

In altre parole - sempre secondo la società - i soldi verranno dalle banche internazionali, dalle obbligazioni e da altri strumenti finanziari che verranno offerti agli investitori operanti sui mercati finanziari nazionali ed internazionali.

Come si ripagheranno tali investitori: semplice con il pedaggio del Ponte.

Per maggiori dettagli non vi resta che leggere il materiale che pubblichiamo.

 


torna alla Prima pagina
barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Direzione: direzione@misteriditalia.com
Redazione: redazione@misteriditalia.com
Direzione Tecnica: direzione-tecnica@misteriditalia.com
Web: ghl:// - Copyright © 2000 - 2009

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004