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Grandi opere, gli equivoci della modernizzazione

il modello sperimentale del Mose
Il modello sperimentale del Mose

IL MOSE: DALLE ACQUE NULLA DI BIBLICO, SOLO GUAI

Mose? Nulla di biblico, anche se effettivamente Mosè fu salvato dalle acque.
Mose, o meglio Mo.s.e., è un acronimo. Significa Modulo Sperimentale Elettromeccanico ed è un progetto per difendere Venezia dal fenomeno dell’acqua alta.
Il Mose dovrebbe essere - almeno nell’intenzione del Governo Berlusconi (ma il progetto è stato ampiamente coccolato anche dai governi di centro-sinistra) quinta opera epocale - una delle grandi opere epocali necessarie per “modernizzare” l’Italia.
A gestire questo processo è da tempo un consorzio, il Venezia Nuova spa, meglio conosciuto come Consorzio Nuova Venezia, costituito nel 1984 dalla Fiat con quote minoritarie di altre imprese.
Qui sotto spieghiamo  in cosa consta il progetto del Mose e come dovrebbero (almeno sulla carta) funzionare le quattro barriere mobili (in tutto 79 moduli) posti (almeno nelle intenzioni dichiarate) a difesa e a salvaguardia di una delle città più preziose del mondo: Venezia appunto.
Il costo stimato dell’opera era nel 2001 di 3.700 miliardi delle vecchie lire.
Nel 2003, senza un progetto esecutivo, il costo preventivato del Mose era quasi raddoppiato. La previsione è che il costo raddoppierà ancora prima della conclusione dei lavori.
L’anomalia del Mose è di due tipi.
Il primo riguarda la scelta contrattuale: lo Stato italiano ha affidato tutto il Mose - progettazione, sperimentazione e costruzione dell’opera (buona o cattiva che sia) - ad una sola società (Il Consorzio Nuova Venezia, leggasi Fiat) - senza alcuna gara d’appalto, con un costo interamente coperto dalle casse statali, senza alcuna possibilità di verifica. Una sola domanda chiarisce l’inghippo: dal momento che il Consorzio (leggasi sempre Fiat) ha avuto in affidamento la sperimentazione del progetto Mose, quale interesse lo stesso Consorzio poteva avere a giudicare negativamente quella sperimentazione essendo esso stesso Consorzio incaricato della realizzazione del progetto?
La seconda anomalia è di tipo ambientale: nessuno, a tutt’oggi, è ancora in grado di dire con assoluta certezza quanto il Mose farà di bene, o quanto di male, alla città lagunare.
Il Mose quindi è un vero e proprio punto interrogativo?
Sarà il mose una grande opera utile? Per ora la risposta è affermativa. Utile, certo, alle casse della Fiat.

 


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