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Grandi opere, gli equivoci della modernizzazione



QUANTI MILIARDI DI EURO RISUCCHIATI IN QUELL’INUTILE EUROTUNNEL?

E’ il più lungo tunnel sottomarino del mondo.
Corre sotto la Manica, il canale che separa l'Inghilterra dalla Francia.
Si tratta di un'opera di altissima ingegneria.
I dati positivi per questo tunnel lungo 50 chilometri, 38 dei quali corrono sotto il mare, finiscono qui. Tutto il resto è inutilità, debito, disastro economico-finanziario.
L'Eurotunnel é stato costruito nel quadro di un progetto rivoluzionario per i collegamenti fra la Gran Bretagna ed il continente (Francia).
Le gallerie furono scavate ad una profondità media di 45 metri sotto il fondo marino. Per la galleria di servizio l'incontro avvenne alla fine del 1990, mentre per le due gallerie principali il 22 maggio e il 28 giugno 1991.
Contemporaneamente avveniva la costruzione dei due terminali ferroviari: a Folkestone, in Inghilterra e nei pressi di Calais, in Francia.
L'Eurotunnel é stato inaugurato il 6 maggio 1994 dalla Regina Elisabetta II e dal presidente Francois Mitterand.
Oggi l’Eurotunnel è diventato una specie di inarrestabile aspiratore di denaro.

Dalla Stampa del 15 settembre 1995: “Tremano i 720mila azionisti che avevano creduto nel cantiere del secolo”.

Da L’Espress del 30 maggio 1996: “La ruine au bout du Tunnel” (“La rovina alla fine del Tunnel”.

Dal Sole 24 ore del 27 giugno 1996: “Un colossale debito (65 miliardi di franchi) accumulato nel corso di un’operazione che avrebbe dovuto costare 48 miliardi di franchi e che ne ha invece inghiottiti oltre cento”.

Da Il Foglio dell’11 Febbraio 2004: “Il disastro di questa compagnia è un classico di come non si debbano impostare grandi progetti e di quali cautele bisognerà avere quando saranno avviati i lavori per il ponte sullo Stretto di Messina. La previsione di traffico per Eurotunnel fu troppo ottimistica. La concorrenza dei traghetti è rimasta, perché le tariffe sono molto alte e non tutti preferiscono il risparmio di tempo in cambio del maggior prezzo. I tempi di realizzo furono superiori al previsto e ciò ha allungato il periodo in cui si cumulavano gli oneri per interessi senza che vi fossero ricavi. Le manutenzioni costose, che magari per il ponte sullo Stretto potranno essere inferiori, sono un altro onere fisso che si aggiunge agli interessi più alti del previsto su ricavi che stentano a crescere”.

Ed ecco una breve cronaca del disastro finanziario dell’Eurotunnel:

I lavori costano più del doppio del preventivo iniziale di 46 miliardi di franchi. Il 14 novembre 1987 avviene l’emissione delle azioni in borsa: costo 35 franchi ad azione. Il 15 dicembre 1987 partono i lavori sotto alla Manica, nel novembre 1989 la stima di 46 miliardi di franchi per la costruzione, viene rivista e ricalcolata in 80 miliardi di franchi.

Il 1° dicembre 1990 i costruttori minacciano di bloccare i lavori se le fatture arretrate di 11 miliardi di franchi, ancora in sospeso, non verranno pagate.

Il 6 maggio 1994 l’Eurotunnel viene inaugurato, in luglio c’è l’apertura commerciale, il 14 novembre 1994 avviene la prima attraversata della Manica dell’Eurostar.

Il 14 settembre 1995 Eurotunnel sospende il pagamento degli interessi sul capitale ottenuto in prestito per la costruzione.

Nel maggio 1995 l’Azione di Eurotunnel scende a 6.50 franchi, gli investitori che avevano comperato le azioni all’emissione si ritrovano con un capitale di 5 volte inferiore: da 35 franchi a 6,5. Chi ha comperato dopo l’emissione a prezzi più alti (l’azione era arrivata prima dell’inizio dei lavori fino a 106 franchi) perde molto ma molto di più.

 


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